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Fornero Ridens (Iltribunodelpopolo.it)

Fornerus Ridens (Iltribunodelpopolo.it)

«Non siate, detto all’inglese, troppo choosy. E’ meglio prendere la prima offerta che capita e poi da dentro guardarsi intorno perché non si può aspettare il posto di lavoro ideale».

Also sprach Elsa Fornero. A margine di un convengno in Assolombarda a Milano, la dispensatrice di consigli più amata dai ggiovani italiani ha regalato un altro distillato purissimo del suo repertorio retorico. Choosy, letteralmente “selettivo”, in un’accezione un po’ negativa può voler dire “schizzinoso”. Secondo il Ministro, dunque, un ggiovane che deve entrare nel famigerato “mercato del lavoro” non deve perdere tempo in voli pindarici su mansioni e qualifiche desiderate ma accettare di buon grado quello che la sorte gli offre. Fornero, resasi conto della gaffe, ha poi cercato di salvare le apparenze aggiungendo che: «i giovani italiani sono disposti a prendere qualsiasi lavoro tanto è vero che sono in condizioni di precarietà. In passato, quando il mercato del lavoro lo consentiva, poteva capitare di essere schizzinosi, ora le cose sono diverse oggi i giovani italiani non sono nelle condizioni di esserlo». Ma ormai, come si suol dire, la frittata è fatta.

Il consiglio di Nonna Elsa, un moderno ‘turarsi il naso’ lavorativo, si inserisce nel florido genere delle paternali un poco snob ed un tanto stronze che la classe politica e dirigente italiana rivolge ciclicamente ai ggiovani (che in Italia, va detto, sono tali fino al compimento del 45esimo anno di età). Dopo il “bamboccioni” di Padoa-Schioppa, fu proprio l‘Iron Lady di San Carlo Canavese a esortare i lavoratori italiani, e in particolare i ggiovani, a non considerare il posto di lavoro come un “diritto” ma come una conquista.

Attaccare il Ministro con gli insulti o citare ironicamente la fortunata situazione accademica della figlia sono modi di opposizione impulsivi ed un po’ faciloni. La migliore arma per mettere Fornero di fronte alle sue responsabilità- non assolute, ma nemmeno trascurabili- è citare l’ultimo rapporto Istat su occupazione e disoccupazione. Il dato che riguarda proprio i ggiovani è agghiacciante. «Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 34,5%». Un ggiovane ardimentoso e giuslavoristicamente erudito potrebbe prendersi la briga, partendo da questi dati e confrontandoli con quelli dei mesi precedenti, di vedere nel concreto quanto le tanto decantate riforme forneriane abbiano migliorato la situazione occupazionale italiana, in particolare quella ggiovanile. La tanto sbandierata riduzione della flessibilizzazione in entrata (effetto nefasto della Legge Biagi) e l’aumento della flessibilizzazione in uscita (con la battaglia molto ideologica e poco tecnica all’articolo 18) sembravano la ricetta vincente per rilanciare un paese economicamente e produttivamente in stato comatoso. I fatti, per ora, smentiscono clamorosamente il progetto Fornero.

Invece di dispensare amorevoli consigli, molto retorici e banalmente tautologici- verrebbe quasi da dire ‘politici’- si dovrebbe forse fare i ‘tecnici’ davvero e cercare di raddrizzare una situazione ormai per molti insostenibile. Per sentirmi dire «accetta quel che trovi» non ho bisogno dell’intervento di un Ministro ad un convegno ma mi basta andare a trovare una volta alla settimana mia nonna, che oltre al suggerimento mi offre un bel piatto di lasagne. Tu chi ascolteresti più volentieri?

Fornero plens (Il Messaggero.it)

Fornerus Flens (Il Messaggero.it)

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