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Il video, l’alfa e l’omega del Berlusconi politico. Dopo il comunicato di ieri, affidato al sito del PdL e anticipato dal Foglio, oggi il cavaliere è tornato nel suo habitat naturale: il video.

La mente non può non correre al famoso video della discesa in campo del 1994. Al netto delle differenze, sono molte di più le inquietanti somigilanze. Anche la fisionomia di Berlusconi, allora non ancora sessantenne e oggi quasi ottantenne, non è poi cambiata granché. I due discorsi potrebbero essere praticamente invertiti, epurati dei particolari che hanno segnato le due fasi politiche distanti nel tempo ma non nella sostanza:

In entrambi i casi l’autoproclamazione al rango di statista è costruita su un’ideologia raffazzonata, quella del nume tutelare delle libertà e dei libertari contro i complottisti-egualitaristi- collettivisti- solidaristi- statalisti.

Ognuno, guardando entrambi i video, maturi il suo personale giudizio. Il consiglio è di partire da quello più recente e poi di tornare a quello del 1994, facendo un piccolo esperimento mentale. Tenendo sempre presente che la realtà italiana, che lo stesso Berlusconi ha contribuito in maniera massiccia a formare, è un po’ più complessa a sfaccettata della bidimensionalità del suo amato supporto video.

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