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Elsa Fornero (corriereinformazione.it)

Elsa Fornero (corriereinformazione.it)

L’ultima perla di madama Fornero è di una bellezza rara. A pochi giorni dalla choosymania (qui trattata in precedenza) scatenata dalla ministra più pimpante del grigio governo tecnico, ecco l’ultima idea partorita da quel vulcano inesauribile di gaffe chiamato Elsa: scacciare i giornalisti da una sala della Fondazione Croce a Torino dove si sta per tenere la sua relazione all’incontro con avvocati e giuslavoristi sulle prime applicazioni della riforma del lavoro.

Alle vibranti proteste dei giornalisti presenti, giustamente rifiutatisi di uscire anche perché l’incontro era moderato proprio da un giornalista de LaStampa, l’indomita ha dovuto poi cedere: “va bene. Ma se è così sarò costretta a parlare molto più lentamente, perché dovrò pensare ogni parola. Ma saranno gli errori a fare i titoli perché succede sempre così. Tu parli per 40 minuti e dici cose sensate e positive. Poi ti scappa una parola, e basta quella per fare il titolo, basta quella per determinare dibattiti che durano settimane. E questo è uno stato del mondo, ed è inutile lamentarsene”.

La logica forneriana è in effetti ineccepibile: per evitare figure escrementizie è molto più semplice ‘eliminare’ il mezzo stampa che ponderare con più attenzione i propri interventi e i propri appassionati slanci emotivi. Dolci carezze rivolte periodicamente soprattutto ai venti/trentenni italici, già entusiasti della vita presente e futura e pendenti dalle labbra della Hannah Arendt piemontese per le sue massime di vita e saggezza.

Perché una parola, suvvia, sfugge sempre: che tu sia il ministro del lavoro o un assiduo frequentatore della taverna Un altro litro de quel bon di San Carlo Canavese poco cambia. Secondo il ministro.

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