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Bersani e Renzi (Lettera43.it)

Bersani e Renzi (Lettera43.it)

“Se diventerò Presidente del Consiglio, darò un posto da ministro a Renzi”. Così un’agenzia Ansa delle 15.10, immediatamente ripresa dai maggiori quotidiani sulle loro homepage, in merito alle dichiarazioni del segretario PD Bersani impegnato in una visita del campus universitario di Torino. Alle 15.50 arriva però il fulmine a ciel sereno della smentita: “La notizia è stata trasmessa per errore”.

Posto che la serietà e l’affidabilità di un’agenzia come Ansa sono fuori discussione, come interpretare quindi il lancio (a vuoto)? Le strade sono diverse: la frase non è mai stata pronunciata; chi l’ha pronunciata ha caldeggiato la sua immediata smentita; il cronista Ansa ha preso un grave abbaglio. Delle tre la prima e l’ultima sono francamente meno probabili, per le ragioni sopracitate. Resta perciò più forte la seconda ipotesi.

Il gioco delle primarie sta entrando nel vivo e ormai anche una sola frase “scappata” o “scippata” di bocca potrebbe risultare letale. Il raffreddato Bersani, magari chiacchierando con qualche giovane studente torinese, si è forse lasciato sfuggire un periodo ipotetico un po’ troppo ardito. Anche perché Renzi, complice il dono dell’ubiquità mediatica che il dio della rottamazione gli ha donato in questi ultimi giorni, ha ribardito a più riprese che in caso di sconfitta non avrebbe avanzato pretese governative. Il Cary Grant di Bettola ostenta dunque sicurezza o esorcizza la paura? Della serie: se vinco ti voglio bene lo stesso, ma se perdo ricordati di me. In questo la coerenza del giovin Matteo è certamente più cristallina (qui Renzi da Fazio a Che tempo che fa): bisogna vedere in caso di vittoria di Bersani quanto l’idillio, o la sopportazione, durerà.

Ai posteri, ma soprattutto agli elettori delle prossime consultazioni primarie, l’ardua sentenza.

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