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Le prime pagine di Corriere, Repubblica e Stampa del 27 giugno: nessun accenno all’anniversario della strage di Ustica, nemmeno all’interno (foto di Luigi Caputo)

Alle 20.59 del 27 giugno 1980 un aereo sparisce dai radar sopra all’isola di Ustica, nel Mar Tirreno, 67 kilometri a nord di Palermo. E’ il Dc9 Itavia, partito da Bologna alle 20.08 e diretto nel capoluogo siciliano, dove sarebbe dovuto atterrare alle 21.13. A bordo ci sono 81 persone: 77 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio. Un’esplosione – le cause sono cedimento strutturale, bomba a bordo o missile a seconda delle versioni – e 81 vittime innocenti, trovatesi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Il 27 giugno 2013 sono passati 33 anni da quella strage. Tanti. Ma anche pochi, pochissimi. Perché cosa sia successo la giustizia di questo Paese non è riuscita o non ha voluto ancora stabilirlo in maniera chiara e definitiva. Agli insabbiamenti e le coperture dei processi penali fa da contraltare la sentenza della Corte di Cassazione, che il 10 settembre 2011 ha stabilito che l’aereo civile della compagnia Itavia è stato abbattuto in un’azione di guerra, con la complicità del ministero della Difesa. I famigliari dei passeggeri sono stati perciò risarciti con 100 milioni di euro. Ma chi sia “Stato” non è ancora dato saperlo. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto lanciare in occasione dell’anniversario della strage un messaggio al presidente dell’associazione delle vittime:

La memoria di quella tragica notte e delle innocenti vittime del disastro richiama il dovere di tutte le istituzioni di sostenere le indagini tuttora in corso per accertare responsabilità – nazionali ed internazionali – rimaste coperte da inquietanti opacità e ombre

 

Nell’edizione cartacea dei tre maggiori quotidiani nazionali oggi, 27 giugno, non c’è traccia dell’anniversario. 33 anni sono molti, moltissimi e va da sé che le roventi polemiche sulle misure decise e rinviate dal governo Letta sono infinitamente più attuali e spendibili nei confronti del lettore. Ma almeno un boxino, una foto, un trafiletto a questo anniversario sarebbe giusto dedicarlo. Dare le notizie è il primo e supremo compito dei giornali. Ma dare la notizia non sempre significa disvelare una novità, ciò che è nuovo, che viene da novus. Perché notizia viene da notus, ciò che è conosciuto, e nel caso della strage di Ustica non si conosce chi sia stato. E la notizia, paradosso solo apparente, in questo caso è dire proprio che, a distanza di 33 anni, non si conoscono nomi e cognomi di chi è stato.

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