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Felice Evacuo, centravanti e capitano del Benevento.  Forse...

Felice Evacuo, centravanti e capitano del Benevento. Forse…

A guardare il video di Felice Evacuo si pensa di tutto. Tranne che a parlare sia un calciatore. Potrebbe essere il videomessaggio di un militare rapito in Iraq o Afghanistan che si rivolge ai propri connazionali. Oppure un vecchio estratto del programma Stranamore, famoso negli anni ’90 per i corteggiamenti a mezzo televisivo. Invece Felice Evacuo è proprio un calciatore, il capitano del Benevento, squadra di Lega Pro prima divisione. Questo è il suo messaggio “di scuse”. Ma scuse di che? Per aver salutato gli ex tifosi della Nocerina al termine del derby – vinto dal Benevento, tra l’altro – giocato domenica 6 ottobre nella città sannita.

«Felice Evacuo resta un calciatore del Benevento». A comunicarlo è lunedì 7 ottobre Oreste Vigorito, patron della squadra sannita. A inizio ottobre, quando il calciomercato è chiuso, non dovrebbe essere una notizia. Eppure lo è. Perché l’attaccante originario di Pompei, domenica scorsa, era stato di fatto bandito per sempre dalla squadra e dalla città. Da chi? Dagli ultras beneventani. L’espulsione per un calciatore fa parte del gioco. Chiunque, prima o poi, si becca in carriera un cartellino rosso. Quello che è successo domenica scorsa a Felice Evacuo, attaccante del Benevento, prima divisione, ha però dell’incredibile. Evacuo non è stato cacciato dall’arbitro, ma dai suoi tifosi: la Curva Sud del Benevento aveva infatti proclamato un vero e proprio editto in cui si intimava l’espulsione di Evacuo dalla squadra e dalla città. Questo il testo del comunicato diffuso: «Il signor Felice Evacuo entro stasera deve effettuare la rescissione del contratto senza attendere decisioni altrui; contestualmente alla rescissione è pregato di lasciare la città entro lo stesso termine. Non solo. L’eventualità che Felice Evacuo possa presentarsi alla prossima seduta di allenamento sarà considerato un affronto alla Curva Sud e come tale sarà trattato».

Il motivo? A fine partita, dopo il derby vinto 1-0 contro la Nocerina, il giocatore aveva salutato prima i tifosi sanniti e poi era andato verso quelli rivali, i rivali storici della Nocerina, salutandoli da una trentina di metri. Felice Evacuo, va ricordato, lo scorso anno ha giocato nella Nocerina. Salutare gli ex tifosi è stato però giudicato inaccettabile dai tifosi del Benevento, che hanno immediatamente contestato il giocatore e, riunitisi in un nutrito gruppo, sono scesi nella zona spogliatoi dello stadio Ciro Vigorito per chiedere «spiegazioni». Evacuo si è sentito male ed è stato portato via in ambulanza per accertamenti in ospedale. Nulla di grave, si è poi appreso, forse soltanto tanta tensione mista a incredulità. Due giorni di riflessione, il comunicato del Presidente, e il messaggio di scuse.

Il calcio italiano vive momenti complicati. Tra curve squalificate per discriminazione territoriale, partite a porte chiuse, diffide, multe e sanzioni varie l’aria è pesante. Lo scontro tra visione economicista e romantica, tra palazzo e ultras, tra pay tv e stadio di una volta, sembra ormai essere giunto alla vera e propria guerra (soprattutto da parte della seconda parte in causa). Colpe ed eccessi risiedono da ambedue le parti, ma la vicenda Evacuo fornisce un assist straordinario per quanti predicano una brutalizzazione radicale del tifo più acceso.

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